le storie del Circolo Eccentrico #3

#3 - San Patrizio caraibico

una storia di schiavi, alcol e marketing turistico

Quando si dice di voler trascorrere il giorno di San Patrizio sull'Isola di Smeraldo, è naturale pensare all'Irlanda.

Tuttavia c'è una piccola isola nel mezzo dei Caraibi dove la maggior parte della popolazione rivendica origini irlandesi e che conta anche il giorno di San Patrizio come festa nazionale. La festa di San Patrizio di Montserrat, conosciuta come "l'isola di smeraldo dei Caraibi" differisce però sostanzialmente dalle versioni americane e irlandesi della celebrazione.


Montserrat è un'isola delle Piccole Antille, situata nel mar dei Caraibi, nel gruppo delle Isole Sopravento settentrionali. È un territorio del Regno Unito.

Gli irlandesi, a partire dal 1632, arrivarono numerosi su questa piccola isola fuggendo dalle persecuzioni dell'invasione inglese di Oliver Cromwell. Infatti nello stemma dell'isola campeggiano Erin, personificazione dell'Irlanda che imbraccia un'arpa dorata, altro riferimento all'Irlanda e infine una croce che simboleggia la religione dei coloni.

Nel Settecento l'isola ospitava una popolazione cosmopolita di commercianti anglo-irlandesi, altri europei e schiavi. Nonostante fossero nati in Irlanda però molti degli irlandesi di Montserrat erano servi a contratto; cioè avevano venduto la loro personale libertà per alcuni anni ai ricchi proprietari di piantagioni in cambio del pagamento del costo della costosa traversata dell'oceano.

Man mano che l'industria dello zucchero e del tabacco cresceva e i servi bianchi riscattavano la loro libertà divenne sempre più necessario ricorrere a schiavi africani che, sottoposti a un trattamento assai rude dagli stessi ex-schiavi irlandesi, evidentemente non avevano alcun desiderio di lavorare nelle piantagioni. E non c'è da meravigliarsi se tramassero rivolte per liberarsi.

Padroni bianchi frustano schiavi bianchi mentre neri liberi se la ridono

Neri liberi frustano neri schiavi mentre bianchi liberi se la ridono

Celebrato fin dall'antichità ogni anno il 17 marzo il giorno di San Patrizio era originariamente la festa religiosa simbolo degli irlandesi. Con il passare dei secoli all'aspetto religioso si era sovrapposto quello fatto di balli, bevute e un pasto tradizionale a base di pancetta e cavolo irlandese, consentito solo per quel giorno, anche se in periodo di Quaresima.

Poiché molti dei proprietari di schiavi a Montserrat erano irlandesi, gli schiavi scelsero il giorno di San Patrizio nel 1768 per ribellarsi. La maggior parte dell'isola sarebbe stata piena di ubriachi distratti a causa della festa. Ma non avevavo fatto i conti con una donna irlandese, probabilmente un'acida astemia, che scoprì e denunciò il complotto ai proprietari delle piantagioni.

La rivolta finì malissimo per gli schiavi, il loro capo Cudjoe fu prima impiccato e poi, per sicurezza, decapitato, mentre trenta neri furono imprigionati e altri rivenduti a olandesi e francesi perchè li maltrattassero ulteriormente. Sebbene la ribellione sia stata un fallimento, comunque la schiavitù sull'isola fu abolita pochi decenni dopo nel 1834.

E ora viene il bello. Poco più di due secoli dopo, Montserrat ha trasformato questo orribile momento storico in un'opportunità per celebrare la propria composita eredità irlandese e africana.

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Da quando è diventata una festa nazionale nel 1985, la celebrazione di San Patrizio (che qui dura per ben dieci giorni) è piena di sfilate, conferenze e feste per onorare la rivolta e celebrare al contempo la storia coloniale dell'isola.

Mettendo sullo stesso piano le identità tradizionali irlandese, creola e africana in una narrazione promozionale, i monserratiani hanno costruito con successo una armonica e attrattiva immagine dell'isola, orientando la sua accoglienza a un pubblico globale.